sè che osserva

Cerchi la pace interiore? Scopri il sé che osserva

Spesso siamo travolti da pensieri ed emozioni negative, ma dentro di noi esiste una parte che non viene toccata da queste tempeste, e può essere per noi una risorsa, uno spazio dove possiamo trovare pace e serenità. E’ il sè che osserva.

Sé che pensa e Sé che osserva

Per spiegare ciò di cui stiamo parlando, dobbiamo introdurre la distinzione tra sé che pensa e sé che osserva.

Se sei concentrato mentre stai giocando a tennis, la tua attenzione è focalizzata sulla pallina. E, in questo, sta operando il tuo sé che osserva. Non stai pensando alla pallina, la stai osservando.

Se, in quel momento, ti venissero pensieri del tipo: «se non sto attento perdo la partita» o «però è forte questo qua, chi se lo aspettava», allora entra in azione il sé che pensa.
Se il tuo sé che osserva presta troppa attenzione a questi pensieri, perde la focalizzazione sulla pallina e tu giochi peggio.

Il Sé che pensa produce tutte le credenze, i pensieri, le immagini, i giudizi, i ricordi, il concetto di me stesso.

Il Sé che osserva è un punto di vista, uno spazio dal quale possiamo  osservare i nostri pensieri, le nostre sensazioni, le nostre emozioni.

Il sè che osserva
Il sé osservante è come il cielo, mentre i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti sono come il tempo meteorologico. Il tempo cambia continuamente, ma non importa quanto brutto diventi, non può ferire il cielo in alcun modo. La più potente tempesta, l’uragano più vorticoso, la più grave tormenta invernale — nessuna di queste cose può ferire o danneggiare il cielo. E il cielo ha sempre posto per il tempo, non importa quanto brutto sia — e, prima o poi, il tempo cambia sempre. Ora, alle volte ci dimentichiamo che il cielo è lì, ma è ancora lì. E, qualche volta, non possiamo vedere il cielo perché è oscurato dalle nuvole. Ma se ci sollevassimo abbastanza, al di sopra delle nuvole — anche della più fitta e scura nube temporalesca — prima o poi raggiungeremo il cielo sereno che si estende in tutte le direzioni, puro e senza confini. (Russ Harris)

Praticare la Mindfulness e sperimentare il sé che osserva permette di superare i condizionamenti del nostro dialogo interno, e osservare i nostri pensieri.

Superare questo tipo di condizionamenti è anche importante dal punto di vista della produttività personale: per essere produttivi bisogna essere al 100% nel presente, mentre il dialogo interno ci porta nel passato o nel futuro.

Possiamo quindi praticare la de-fusione, cioè uno stato in cui non siamo fusi, non siamo tutt’uno con i nostri pensieri.
fusione e de-fusione

Per comprendere meglio de-fusione e se-che-osserva e i loro collegamenti, puoi leggere il post  Verso un vita piena e significativa – ACT e Mindfulness

E’ straordinario quanto risulta liberatorio sentirsi capaci di vedere che i nostri pensieri sono solo pensieri e non sono ‘noi’, né la realtà….. La semplice azione di riconoscere i pensieri come pensieri e basta può liberarci dalla realtà distorta che essi spesso creano e conferirci una maggiore lucidità e il senso di poter gestire meglio la nostra vita. (Jon Kabat-Zinn)
Per sperimentare il sé che osserva, puoi seguire questa traccia audio:
Maria Soldati & Fabrizio Pieroni


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