Come coltivare la propria autostima

Topo con alta autostima
Topo con un’alta autostima

Autostima significa sentirsi  adeguati alla vita e alle sue richieste. Più in particolare, significa avere:

  1. fiducia nelle proprie capacità di pensare e di superare le sfide fondamentali della vita;
  2. fiducia nel proprio diritto al successo e alla felicità, nel proprio diritto di affermare le nostre necessità e desideri  e godersi i frutti dei propri sforzi.

Queste convinzioni riguardo se stessi  sono motivanti e ispirano il comportamento.

A sua volta, la nostra autostima è direttamente influenzata dalle nostre azioni. Tra le nostre azioni e la nostra autostima esiste un continuo circolo di feedback: il livello della nostra autostima influenza le nostre azioni, e viceversa.

Se mi fido della mia mente e del mio giudizio, è più probabile che io usi la testa. Usando la testa e mettendo la giusta consapevolezza in quello che faccio, la mia vita funziona meglio. Questo rafforza la fiducia nella mia mente. Se ho una bassa stima di me, è più probabile che io rinunci o che compia il gesto di provare senza in realtà dare il meglio di me.

Se io persevero, è probabile che i miei successi siano più numerosi dei miei insuccessi. Se non persevero, è probabile che a essere più numerosi siano gli insuccessi. In ciascuno dei due casi, ne uscirà rafforzata la mia visione di me.

“Se ho rispetto per me stesso ed esigo che gli altri mi trattino con rispetto, emetto dei segnali e mi comporto in modi che aumentano la probabilità di una risposta appropriata da parte degli altri. E quando questa risposta arriva la mia convinzione iniziale ne esce rafforzata e confermata.

Se manco di rispetto per me stesso e di conseguenza accetto come naturale la scortesia, l’abuso o lo sfruttamento da parte degli altri, inconsciamente lo trasmetto, e alcuni  mi tratteranno come io stimo naturale. Quando questo succede e io mi ci sottometto, il mio rispetto per me stesso ne esce ancora più deteriorato.” (N. Branden)

Conseguenze dell’autostima

Il livello di autostima ha profonde conseguenze su vari aspetti dell’esistenza:

  • sul nostro modo di operare al lavoro e di trattare con le altre persone
  • sul grado di successo che otterremo
  • sul raggiungimento dei nostri traguardi
  • nell’ambito più personale, determina di chi è probabile che c’innamoriamo
  • come interagiamo con il coniuge, i figli, gli amici
  • quale livello di felicità personale riusciremo a raggiungere

E’ possibile che l’autostima sia troppa?  Non è possibile, come non è possibile essere troppo in salute. A volte si confonde l’autostima con l’arroganza, o con l’essere pieni di sé. Ma questi tratti non riflettono troppa autostima, ma anzi troppo poca. Le persone che hanno un’alta stima di sé non cercano di rendersi superiori agli altri, non  cercano di provare il loro valore proponendosi come migliori degli altri. La loro gioia consiste nell’essere quello che sono, non nell’essere meglio degli altri.

Una buona autostima è una condizione necessaria per il nostro benessere, ma non sufficiente. La sua presenza non garantisce il successo, ma la sua mancanza garantisce una certa misura l’ansia e la frustrazione. Non sostituisce le conoscenze e l’abilità necessarie per operare efficacemente nel mondo, ma aumenta le probabilità di acquisirle.

Le pratiche dell’autostima

Attraverso alcune pratiche possiamo aumentare il nostro livello di autostima.

Perché si parla di pratiche? Perché è quello che una persona fa ad essere importante: abbiamo già ricordato che esiste un continuo circolo di feedback tra le nostre azioni e il nostro livello di autostima.

La pratica di vivere consapevolmente

Operare consapevolmente non significa essere continuamente impegnati in qualche compito, dipende dal contesto in cui ci troviamo. È il contesto a definire lo stato interno più appropriato a ciò che stiamo facendo. Al cinema, guardando un film, sarò in uno stato interiore molto diverso da quando sono impegnato in un compito difficile sul lavoro.

Operare consapevolmente significa

  • soprattutto vivere responsabilmente nei confronti della realtà. Non deve piacerci per forza quello che vediamo, ma riconosciamo che le cose sono come sono. Se desidero comprare un’auto nuova ma i soldi mi bastano appena per vivere, il mio desiderio non trasforma la realtà per rendere giustificabile e razionale l’acquisto.
  • essere presenti in quello che si sta facendo mentre lo si sta facendo, senza essere distaccati  da un contesto più ampio.
  • preoccuparsi di vedere “dove si è” rispetto ai propri obiettivi e cercare feedback dall’ambiente
  • essere aperti alle nuove conoscenze e disponibili a mettere in discussione le vecchie convinzioni
  • preoccuparsi di capire il mondo intorno a noi

La pratica dell’accettazione di sé

L’accettazione di sé comporta la disponibilità a riconoscere, senza negazioni o evasioni, che pensiamo quello che pensiamo, sentiamo quello che sentiamo, desideriamo quello che desideriamo, abbiamo fatto quello che abbiamo fatto e siamo quello che siamo. In pratica, significa essere disponibili ad accettare anche le parti di noi che non ci piacciono. Significa poter dire di qualsiasi emozione o comportamento: “Questa è un’espressione di me, non necessariamente ammirevole o piacevole, ma pur sempre un’espressione di me, almeno nel momento in cui si è manifestata”.

Questo atteggiamento non significa rassegnarsi ai propri difetti, anzi è la premessa che ci potrà permettere di superarli. Non possiamo cambiare ciò che non riconosciamo e non accettiamo.

“Accettare” non vuole dire che non si possano immaginare e desiderare miglioramenti: significa guardare in faccia, senza negare o evitare, che un fatto è un fatto.

La pratica del senso di responsabilità

Naturalmente noi non siamo responsabili del 100% di ciò che ci accade.

la mia sfera di influenza
Sfera di responsabilità

Molte cose che ci accadono non dipendono da noi. Ma molte cose, fra quelle che ci accadono, dipendono da noi, e inoltre la nostra risposta a ciò che accade dipende sempre ed esclusivamente da noi.

Quando pratico il senso di responsabilità, io sono responsabile

La pratica dell’affermazione di sé

Affermare se stessi non significa sgomitare o assumere un atteggiamento competitivo: significa non evitare il confronto con chi la pensa diversamente da noi, per compiacerlo, placarlo o semplicemente per essere accettati.

Affermare se stessi significa rendere onore ai propri desideri  e valori, e cercare una forma giusta per esprimerli nella realtà. E’ una pratica che richiede coraggio, e a volte è più facile arrendersi  e sacrificarsi, a costo di tradire se stessi. Affermare se stessi nelle occasioni in cui non è facile aumenta significativamente l’autostima.

Naturalmente occorre tenere conto del contesto: a volte l’affermazione di sé può manifestarsi attraverso un silenzio educato che segnala il dissenso, altre volte rifiutandosi di ridere ad una battuta di cattivo gusto. Sul lavoro non si può dare voce a tutti i propri pensieri , e non è necessario farlo. È però necessario sapere cosa si pensa, e rimanere autentici.

Le forme dell’affermazione di sé variano con il contesto, ma in ogni situazione si può scegliere se essere o non essere autentici.

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