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I sintomi dell’ansia e come ridurla

In questo periodo moltissime persone soffrono di ansia. Abbiamo molti motivi che potrebbero renderci ansiosi:

A incrementare l’ansia c’è il fatto che la società in cui viviamo è in gran parte fondata sull’apparire (sarò all’altezza delle aspettative degli altri?) ed è anche molto competitiva (sarò abbastanza bravo/a?).

In questo periodo, anche gli adolescenti, spesso, soffrono di ansia.

L’ansia, che tu ci creda o meno, è qualcosa di buono, che contribuisce alla tua sopravvivenza e sicurezza ed è utile per preservare la specie umana. Perché tu — come qualsiasi essere umano «normale» — sei nato e sei stato educato per avere desideri, preferenze e obiettivi, e se non avessi assolutamente alcun tipo di ansia e non ti preoccupassi minimamente di realizzare i tuoi desideri, sopporteresti anche cose sgradevoli — come gli insuccessi, la disapprovazione degli altri, i pericoli, le aggressioni e persino i tentativi di ucciderti — e non faresti nulla per contrastarle o sfuggirvi. L’ansia, fondamentalmente, è un insieme di sensazioni di disagio e di tendenze ad agire che ti rende consapevole che stanno accadendo o potrebbero accadere degli eventi spiacevoli — ovvero cose che vanno contro i tuoi desideri — e ti avvisano che dovresti fare qualcosa per evitarlo. Così, se corri il pericolo di subire un attacco, e desideri restare illeso, puoi scegliere fra diverse azioni possibili, come scappare, contrattaccare il nemico, cercare l’aiuto di potenziali protettori, chiamare la polizia, convincere il nemico a lasciarti stare e così via. Ma probabilmente non faresti niente di tutto questo se non fossi per nulla preoccupato, all’erta, ansioso, teso, cauto, vigile o in preda al panico. Forse percepiresti il pericolo dell’attacco, ma non faresti nulla a riguardo. (Albert Ellis)

Che differenza c’è tra ansia e paura?

La paura è un’emozione universale che indica un pericolo imminente. E’ quindi molto utile.

L’ansia è sempre rivolta al futuro, ed è un’esperienza più duratura della paura. Non diventiamo ansiosi pensando a ciò che è già accaduto, ma immaginando eventi negativi o catastrofici che potrebbero verificarsi nel futuro. Viene introdotta dal pensiero “E se…?”.

La paura è il cuore di ogni stato d’ansia.

Supponiamo che una persona, che si trovi a partecipare ad una riunione, diventi ansiosa. “E se mi fanno una domanda a cui non so rispondere? Farò la figura dell’incompetente…”
In questo caso, la paura sottostante l’ansia è l’imbarazzo.

Proviamo ad identificare la paura sottostante ai nostri stati d’ansia.

Stato d’ansiaPaura principale
Descrivete brevemente ciò che vi rende ansiosi. Quali situazioni o eventi scatenano la vostra ansia? Quando è più probabile che vi sentite in ansia?Identificate la paura centrale della vostra ansia. Qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere e di cui avete paura? Qual è l’evento catastrofico che temete?
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Potremmo avere difficoltà ad identificare la paura centrale nel momento in cui ci sentiamo ansiosi. Chiediamo a noi stessi: “Cosa c’è di così minaccioso o angosciante in questa situazione?”. A volte, la paura centrale dell’ansia è semplicemente la paura di essere in ansia.

I sintomi dell’ansia

L’ansia ci condiziona nel corpo, nelle emozioni, nei comportamenti e nel modo di pensare. Potremmo non rendercene conto mentre siamo in ansia, ma pensiamo, ci comportiamo e ci sentiamo in modo diverso da quando non siamo in ansia. Ecco alcuni effetti comuni dell’ansia:

Sintomi fisici

Sintomi cognitivi

Sintomi comportamentali

Sintomi emotivi

Pensare pericolosamente

Riguardo all’ansia, ci sono due aspetti importanti da evidenziare:

  1. L’ansia varia moltissimo da persona a persona, da situazione a situazione.
  2. L’ansia regredisce naturalmente se lasciata a se stessa.

Se l’ansia regredisce naturalmente, come facciamo a renderla un’esperienza duratura?

Facciamo un esempio.

Supponiamo che Carlo e Gianni stiano imparando a guidare. Durante le prime guide, tengono il volante con forza, e tutti i loro muscoli sono tesi. Quando incontrano un’auto che viene in senso contrario al loro rallentano fin quasi a fermarsi, nonostante si trovino su una strada a due corsie. Sono preoccupatissimi di tutti gli imprevisti che potrebbero accadere.

Nelle guide successive, Carlo è progressivamente più rilassato: man mano che il tempo passa e l’esperienza aumenta si sente sempre più a suo agio. Gianni, invece, continua a provare la stessa ansia della prima volta che ha guidato: è teso e si raffigura pericoli di ogni sorta.

Da cosa dipende questa differenza?

I pensieri di CarloI pensieri di Gianni
Guidare comporta un rischio accettabileGuidare è pericoloso
Posso imparare a guidare sempre meglioGuido malissimo e non imparerò mai a guidare bene
Meglio superare subito le mie paureMeglio restare al sicuro ed evitare di guidare
Devo rimanere concentrato su quello che faccioSe sono così preoccupato significa che guidare deve essere pericoloso

Cambiare il modo in cui pensiamo per cambiare il modo in cui ci sentiamo

Il pensiero catastrofico è molto rapido e automatico: senza rendercene conto, cominciamo a pensare in modo ansioso, e scrutiamo l’ambiente per cercare i segnali di pericolo.

Diventare consapevoli di questi pensieri può essere di grande aiuto.

Motivo d’ansiaProbabilità sovrastimataGravità sovrastimata
Descrivete brevemente la situazione. Cosa vi ha fatto sentire in ansia?Qual è il risultato negativo che temete? Quale pensate che sia la probabilità di questo risultato negativo?Qual è il peggior esito possibile di questa situazione? Qual è la catastrofe a cui avete pensato? Quanto può andar male?
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Motivo dell’ansiaIncapacità sovrastimataReazione desiderata
Descrivete brevemente la situazione. Cosa vi ha fatto sentire in ansia?Quali delle vostre azioni dimostrano debolezza o impotenza in questa situazione? In che modo siete sopraffatti dalla situazione? In che modo reagite alla fine? Cosa vi aspettate da voi stessi in questa situazione?Come vorreste reagire a questa situazione? Quale reazione dimostrerebbe forza e sicurezza? Qual è il modo più efficace per affrontare questa situazione? Conoscete qualcuno che sappia affrontare molto bene queste situazioni?
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C’è una relazione e interazione reciproca tra ciò che pensiamo e ciò che proviamo: si rafforzino a vicenda in una sorta di circolo vizioso. Rendersi conto dei propri pensieri, o rendersi conto di ciò che proviamo e di come stiamo pensando aiuta a interrompere il circolo vizioso.

Fa’ sempre ciò che hai paura di fare, così si uccide la paura (Ralph Waldo Emerson)

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