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Business Coaching

Il Business Coaching, a differenza del Life Coaching, opera in Campo Professionale con l’obiettivo di migliorare le prestazioni di un cliente, detto Coachee.



“E’ una disciplina pratica di accompagnamento, la cui origine sta nelle arti e negli sport. Sbloccare il potenziale di una persona per ottimizzare le sue prestazioni. E’ più insegnare ad apprendere che addestrare”
John Whitmore

I vantaggi del Business Coaching

“Migliorare le prestazioni professionali” va inteso in senso lato. Il miglioramento può riguardare:

  • ottenere risultati migliori
  • superare problemi o difficoltà specifiche
  • imparare ad andare d’accordo con il capo o con i colleghi
  • trovare soddisfazione nella propria attività
  • ri-motivarsi verso il proprio lavoro
  • lavorare meglio, con un maggiore benessere complessivo

Il processo di coaching può assumere diverse forme (coaching individuale o team coaching) e, comprendere diversi obiettivi (risoluzione dei problemi, pianificazione della carriera e della successione, sviluppo della leadership, creazione di team ad alte prestazioni…).

Fare il Business Coach significa affiancare i Coachee nel raggiungimento di obiettivi sfidanti e importanti: sia obiettivi di risultato (aumentare la produttività del proprio gruppo di lavoro, ad esempio) sia obiettivi di apprendimento di competenze, utili per raggiungere i risultati. Alla fine di un percorso di Coaching, le persone hanno un doppio beneficio: oltre a quello evidente di una migliore performance, c’è anche quello relativo alle competenze acquisite, e quindi alla crescita del proprio potenziale.

Chi commissiona un Business Coaching?

In genere viene commissionato da un’Azienda, anche se in alcuni casi viene commissionato dagli stessi Coachee.

Nei contesti organizzativi, gli attori in gioco sono 3:

  1. Il Coach
  2. Il Coachee
  3. Il Committente (in genere, la direzione Aziendale o il responsabile delle risorse umane).

In questo caso, il Coach, in sessioni separate, prenderà in esame gli obiettivi del committente e verificherà la loro condivisione da parte del Coachee. Spesso si arriva ad una sorta di negoziazione tra gli obiettivi dell’Azienda (rappresentati dal Comittente) e gli obiettivi del Coachee. Il processo di definizione degli obiettivi terminerà con un contratto formale in cui verranno definiti, in modo preciso:

  • Gli obiettivi del processo di Coaching
  • Gli indicatori del loro raggiungimento
  • Modalità degli incontri
  • La Durata del processo
  • Le clausole di riservatezza

Il Committente avrà anche la funzione di Testimone del processo, avendo la possibilità di osservare i cambiamenti comportamentali del coachee. Spesso, alla fine del Coaching, viene richiesto un report o una riunione finale che tratterà di

  • Finalità dell’intervento
  • Obiettivi raggiunti.
  • Competenze e apprendimenti acquisiti
  • Criticità incontrate nel percorso
  • Sperimentazioni attivate

Questo report, comunque, non rivelerà le informazioni confidenziali comunicate dal Coachee. Da questo punto di vista, la riservatezza del Coach è assoluta.

Nei contesti privati questa parte del processo è semplificata, e ci sarà, più semplicemente, un accordo tra Coach e Coachee sugli obiettivi da raggiungere.

Da un punto di vista delle scadenze temporali, il percorso di coaching si progetta ad hoc in base alle esigenze ed alle caratteristiche del cliente.

Gli incontri hanno una durata che può variare tra  un ora e due ore. L’intervallo di tempo tra un incontro e l’altro deve permettere al Coachee di sperimentare il proprio piano di azione (1-2 settimane). Gli incontri possono avvenire in presenza o in video conferenza.

Il numero di incontri varia da caso a caso ma, nella nostra pratica professionale, non supera mai i 10 incontri, e molto spesso si attesta sui 3-5.

I compiti e le abilità del Coach

Il Coach non è un Consulente di Direzione, non deve delineare le strategie Aziendali.

Non è neppure necessario che sia competente nella professione e nelle specializzazioni del Coachee. Ad esempio, per fare un Coaching ad un venditore per migliorare le sue prestazioni, non occorre affatto che il Coach abbia una personale esperienza nel campo della vendita.

Se non fosse così, i Coach dovrebbero essere grandissimi esperti in tutto il campo dello scibile, cosa che è evidentemente impossibile.

A noi è capitato spesso di fare Coaching a persone che avevano professionalità molto qualificate, ed erano estremamente preparati nel loro campo, che a noi era abbastanza sconosciuto. Questo non ci ha impedito di identificare i blocchi o gli schemi ricorrenti che impedivano a queste persone di arrivare ad una performance superiore.


L’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete

«The inner game of tennis» di Timothy Gallwey

Il Business Coach aiuta il Coachee a stabilire un piano di azioni che lo porterà al risultato desiderato. Da un incontro all’altro si opereranno gli aggiustamenti suggeriti dai feedback ricevuti.

Un coach fornisce il suo supporto verso l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, responsabilità, scelta, fiducia e autonomia.

Per ottenere questo, il Business Coach mette in atto una pratica etica e competente, basata su un’adeguata esperienza professionale, su competenze psicologiche e sulla competenza aziendale.

Per aiutare il Coachee a raggiungere i suoi obiettivi e a superare gli ostacoli, Il Coach deve padroneggiare diverse abilità:

Capacità di creare una relazione di fiducia

Capacità di fare domande

Capacità di dare e ricevere feedback

Capacità di individuare le convinzioni limitanti, e di aiutare a metterle in discussione

Capacità di individuare schemi ricorrenti nella vita del Coachee

I Contenuti del Business Coaching

Il Business  coaching è legato  a due elementi: l’identità di ruolo ed il contesto.

Non si fa  coaching all’”intera persona”, ma alla sua identità di ruolo.

Quando si fa un coaching per un manager, per un insegnante, per un uomo politico, per uno sportivo, si opera sulle loro identità di ruolo, in quanto il manager, l’insegnante, l’uomo politico e lo sportivo sono tutte  identità di ruolo.

I Livelli Logici

Il Modello dei Livelli Logici evidenzia che ciascun ruolo che impersoniamo nella nostra vita (marito/moglie, genitore, amico, ruolo professionale…) presuppone alcune capacità e alcuni comportamenti. Tutte le identità di ruolo che ricopriamo sono influenzate dal nostro sistema di convinzioni e di valori, e fanno capo alla nostra Identità personale.

Ognuno di noi è “allenato” a ricoprire molteplici ruoli: siamo simili ad attori che interpretano diversi personaggi.

Per i Coach con una formazione PNL, come siamo noi, uno strumento molto utile è il Modellamento, che significa, fondamentalmente, scoprire come una persona funziona.


Una certa libertà nasce dal riconoscere ciò che è necessario sia com’è. Da questa consapevolezza deriva la conoscenza di come agire.

Gregory bateson

Il Modellamento PNL si basa sul fatto che per ciascun individuo è possibile replicare una sua esperienza in cui è stato in grado di fare qualcosa.

E poiché non c’è nessuno che non abbia un’esperienza in cui non sia stato in grado di fare cose meravigliose o di aver portato gli altri nella direzione desiderata, è possibile replicare queste abilità.

Quindi vengono modellate le strategie esistenti per scoprire come è possibile che una persona sbagli e fallisca. Vengono modellate anche le strategie di eccellenza preesistenti per usarle di più di quanto il Coachee le utilizzi oggi.

Perché questo processo funzioni è importante sospendere il giudizio e basarsi su informazioni dettagliate e precise.

La Formazione Aziendale ha l’obiettivo di fornire competenze, le stesse per tutti i partecipanti. Il Business Coaching è invece personalizzato al massimo, ed interviene specificamente sulle tematiche che stanno a cuore al Coachee.

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