qui e ora

Il qui e ora. Momento presente e Mindfulness

La connessione con il momento presente

Una gran parte dei nostri problemi nasce dal fatto di disconetterci dal qui e ora.

Spesso si incontrano persone che borbottano tra sé e sé, anche se oggi è diventato difficile capire se stanno parlando da soli o al telefonino: una volta la cosa era più manifesta.

Ad ogni modo, le persone che parlano da sole  fanno una cosa molto simile, nella sostanza, a ciò che facciamo tutti con il nostro dialogo interno, la diversità consiste nell’alzare il volume del dialogo interno.

Quella voce giudica, prevede, interpreta, esprime piacere o dolore, ma non necessariamente in relazione a quello che stiamo vivendo.

passato futuro hover_shareMagari si rivolge al passato, o cerca di prevedere situazioni future: in questo caso, i nostri pensieri diventano preoccupazioni.

Ma anche se il dialogo interno è relativo a quello che stiamo vivendo, l’interpretazione dei fatti si basa sul passato, sulla nostra Mappa del Mondo che abbiamo creato sulla base delle nostre esperienze, che ci portano ad interpretare gli eventi in modo parziale e distorto.

In ogni caso, i nostri pensieri ci portano nel passato o nel futuro.

A volte la nostra mente ci cattura a tal punto con le sue storie che ci identifichiamo del tutto con i nostri pensieri, mentre altre volte riusciamo a notare i nostri pensieri e ne diventiamo consapevoli.

Se ciò accade è utile chiedersi: Chi è, dentro di noi, che nota i nostri pensieri?
E noi chi siamo:

  • i nostri pensieri
  • o questo punto di osservazione?

E’ la mente che ti sta usando. Inconsapevolmente ti identifichi con essa, perciò non sai nemmeno di essere suo schiavo. E’ come se fossi posseduto senza saperlo, perciò scambi l’entità che ti possiede con te stesso. Nel momento che inizi a osservare la parte di te che pensa, si attiva un livello superiore di consapevolezza. (Eckhart Tolle)

Approfondimenti: 

Le persone venivano da me e mi dicevano: “Voglio quello che hai tu. Puoi darmelo, oppure mostrarmi come ottenerlo?” E io rispondevo: “Ce l’hai già. Solo che non lo senti perché la tua mente sta facendo troppo rumore” (Eckhart Tolle)

Chiariamo che il nostro pensiero e la nostra abilità di rivolgere la mente al passato e al futuro ha costituito un importante vantaggio evoluzionistico, alla base dei risultati che gli esseri umani hanno conseguito.

Abbiamo la capacità di riflettere, di analizzare e risolvere problemi; di apprendere dal passato e di progettare il futuro. Queste caratteristiche cognitive, però, ci portano ad escludere altre modalità di avere esperienza del mondo.

Essere protesi verso ciò che vogliamo o allontanarci da ciò che non vogliamo caratterizza la modalità del fare, che è alimentato da un senso di continua insoddisfazione nei confronti di come stanno le cose. E questo alimenta la continua “ruminazione” dei nostri pensieri.

La Mindfulness ci allena invece a sviluppare e ad esperire la modalità dell’essere, in cui:

  • l’attenzione è posta intenzionalmente sul momento presente
  • la persona è a diretto contatto con la realtà attraverso i suoi sensi: vista, udito, olfatto, tatto e gusto
  • l’esperienza è caratterizzata da accettazione, gentilezza, calore e assenza di scopo
L’esperienza della modalità dell’essere è accompagnata da un senso di vitalità, immediatezza, e di interconnessione tra sé, la vita e il mondo.
Naturalmente la modalità dell’essere non è una condizione in cui si può vivere in modo costante e continuativo, perché il contesto e la società in cui viviamo ci sollecitano continuamente comportamenti ispirati alla modalità del fare. 

Inoltre quando si dice “qui e ora” si intende una tendenza, una direzione: nessuno, nemmeno il più esperto praticante di meditazione, è mai esclusivamente nel presente.
 

La pratica della Mindfulness ci permette comunque di ottenere il grande vantaggio di trovare un punto di serenità interna.

Approfondimento:  Come migliorare la propria produttività personale con il metodo GTD

Un uomo si avvicinò ad un anziano saggio e gli disse:
Mi hanno detto che sei molto saggio. Per favore, dimmi che cosa può fare un saggio che gli altri invece non possono fare.
L’anziano gli rispose: Quando mangio, semplicemente mangio; dormo quando sto dormendo; e, quando parlo con te, sto solo parlando con te.
Ma questo posso farlo anche io, e non per ciò sono saggio! rispose l’uomo, sorpreso.
Non credo che sia così, replicò l’anziano. Perché quando dormi ricordi i problemi che hai avuto durante la giornata o immagini quelli che avrai quando ti alzerai. Mentre mangi pianifichi cosa farai più tardi. E mentre parli con me pensi a che cos’altro mi vuoi chiedere o a come mi risponderai, prima ancora che io abbia finito di parlare.
(Anthony de Mello)

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Maria Soldati e Fabrizio Pieroni

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