citazione Mesmer

Il rispecchiamento in PNL

Quando usiamo espressioni del tipo “siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda” non stiamo usando una metafora: il comportamento esteriore delle persone con cui entriamo in relazione ci influenza continuamente.

Rispecchiamento: essere sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda



Ad esempio, una persona che ci sorride ci induce a sorridere a nostra volta; una persona che sbadiglia ci induce a sbadigliare.

In pratica rispondiamo, continuamente, agli stimoli ambientali. E questa risposta rappresenta un feedback continuo tra noi ed il contesto.
In particolare, nell’interazione umana, il feedback si “incarna” in tutta una serie di cambiamenti fisiologici, spesso inconsapevoli (es.: battito del cuore, attività dei muscoli facciali e scheletrici, ecc.).

Tramite mutui accoppiamenti strutturali, i singoli sistemi viventi partecipano gli uni ai mondi degli altri, comunicano reciprocamente e coordinano il loro comportamento (Fritjof Capra)

Per questo motivo ogni interazione umana è caratterizzata da continui circoli di feedback, che provocano, in ognuno degli attori coinvolti, un comportamento che risponde al comportamento degli altri:

In una conversazione umana il nostro mondo interiore di concetti e idee, le nostre emozioni e i movimenti del nostro corpo sono saldamente legati in una coreografia di coordinazione comportamentale. Analisi di riprese filmate hanno dimostrato che in ogni conversazione è coinvolta una danza sottile e per lo più inconscia in cui la sequenza dettagliata degli andamenti del discorso è in precisa sincronia non solo con minuscoli movimenti del corpo di chi parla, ma anche con i movimenti corrispondenti dell’ascoltatore. I due partner sono vincolati a questa sequenza di movimenti ritmici sincronizzata con precisione, e la coordinazione linguistica dei loro gesti, che si innescano a vicenda, dura finché essi rimangono coinvolti nella conversazione (Fritjof Capra) 

 
 
 
 
E’ possibile rendersi conto di tutto questo osservando le persone in relazione: istintivamente, tendono a rispecchiare, vicendevolmente, alcuni ritmi che vengono generati dai gesti, dalla respirazione, dal tono di voce, dai modelli di cadenza e intonazione. Inoltre  è possibile notare come il grado di rispecchiamento sia direttamente proporzionale al grado di fluidità e ricchezza dell’interazione: quanto più le persone sono in una buona relazione, tanto più sono sincronizzate.
Avete mai sentito parlare di ecofenomeni? Si tratta della ripetizione automatica di parole e azioni altrui. Un esempio di ecofenomeno è il fatto che quando vediamo qualcuno sbadigliare, lo imitiamo.
Secondo uno studio di Romero et al. (2014), sebbene molti animali sbadiglino, solo gli umani, gli scimpanzé, i cani e i lupi sono in grado di contagiare lo sbadiglio. Ma perché questo avviene?
Molti parlano del contagio empatico come possibile spiegazione. Secondo questa teoria, vedendo qualcuno sbadigliare, inconsciamente si stabilisce una sorta di empatia con la persona; a causa di questo si esegue lo stesso gesto senza riuscire ad evitarlo, come se fossimo il suo riflesso.

John Bargh e Tanya Chartrand hanno compiuto diversi esperimenti sul rispecchiamento. Il primo esperimento dimostra che le persone tendono a rispecchiarsi vicendevolmente in modo inconsapevole. 

 

Hanno sottoposto alcune persone, oggetto dell’esperimento, all’interazione con due loro “complici”. Il primo muoveva nervosamente un piede, l’altro si aggiustava spesso i capelli. Quando, a distanza di tempo, le persone re-incontravano i due, mettevano in atto quegli stessi gesti, in maniera differenziata, a seconda di chi stavano incontrando in quel momento.


In un altro esperimento è stato dimostrato che il rispecchiamento favorisce le relazioni: rispetto alla condizione di non-rispecchiamento del gruppo di controllo, chi era stato rispecchiato durante una discussione provava più simpatia nei confronti del compagno di esperimento e riteneva che l’interazione fosse stata più gradevole. 

Quando una persona si comporta in maniera simile a noi, anche se in nodo quasi impercettibile, ce ne accorgiamo, proviamo per lei più simpatia e avvertiamo una maggiore vicinanza; inoltre l’interazione con quella persona è più fluida, perché sembra esserci maggiore sincronia e coordinazione fra le nostre azioni.

 
Da leggere:

I metaprogrammi in PNL

La Tecnica del Rispecchiamento

Fin dal suo nascere la PNL, sulla base di osservazioni di questo genere, ha  fondato la Tecnica del Rispecchiamento.

rispecchiamento
Come abbiamo visto, prima di essere una tecnica. il rispecchiamento è qualcosa che accade naturalmente tra gli 

esseri umani  quando sono in relazione tra loro.

 
Secondo la PNL, se è vero che il rispecchiamento e il ricalco reciproco sono un valido indicatore e una conseguenza della buona qualità della relazione, è vero anche l’inverso: il rispecchiamento e il ricalco influenzano positivamente una relazione.
Possiamo concludere, in prima istanza, che il vicendevole rispecchiamento dei ritmi e della fisiologia non è qualcosa di innaturale; anzi, è innaturale non rispecchiarsi.
Più recentemente, all’inizio degli anni ‘90, la scoperta dei neuroni specchio ha dato alle osservazioni della PNL una sorta di conferma scientifica. Secondo le recenti scoperte delle neuroscienze, quando osserviamo un nostro simile compiere una certa azione si attivano nel nostro cervello le stesse cellule che entrano in funzione quando siamo noi stessi a compiere quel gesto: sotto un certo profilo non c’è differenza tra il fatto che siamo noi a compiere una determinata azione o guardare un altro farla.neuroni specchio
Come si è arrivati ad affermare questo? Un po’ per caso, o per serendipity: in un momento di pausa, un ricercatore prese in mano una banana e cominciò a sbucciarla e a mangiarla.

Contemporaneamente, un oscilloscopio che stava registrando l’attività neurale di una scimmia si mise a ticchettare, nonostante la scimmia non stesse compiendo nessuna azione. 
Esperimenti successivi dimostrarono che alcuni neuroni entravano in azione nello stesso modo sia che fosse la scimmia a compiere un’azione, sia che vedesse compierle ad uno sperimentatore.

Percepire un’azione – e comprenderne il significato – equivale a simularla internamente. Ciò consente all’osservatore di utilizzare le proprie risorse per penetrare il mondo dell’altro mediante un processo di modellizzazione che ha i connotati di un meccanismo non conscio, automatico e prelinguistico di simulazione motoria. (Vittorio Gallese)

In pratica, i neuroni specchio ci permettono di comprendere le azioni degli altri, “simulandole” inconsapevolmente dentro di noi.

I neuroni specchio stabiliscono una sorta di ponte tra l’osservatore e l’attore; essi sono attivi anche nella nostra specie  e sono al centro di comportamenti imitativi, molto importanti soprattutto nella fase infantile. Immaginate di essere un bambino che, per la prima volta, vede un altro bambino fare una capriola: nel vostro cervello, in modo automatico, si attivano gruppi di neuroniche elaborano lo schema di un movimento che, fino a quel momento, il bambino-osservatore non ha mai compiuto. (Alberto Oliverio)
So quel che fai

La tecnica del rispecchiamento, in PNL, consiste nell’impegnarsi ad adottare il comportamento esteriore del nostro interlocutore. Può essere applicato alla postura, alla gestualità, al ritmo dei movimenti, all’intonazione e al ritmo della voce, o ad uno di questi elementi.

Il rispecchiamento posturale non è sempre consigliabile, perché molto riconoscibile ed assimilabile ad uno “scimiottamento”.

Si può ricorrere allora al cosiddetto “rispecchiamento incrociato”, che consiste nel riprodurre il ritmo e la velocità del discorso, della postura, della respirazione del nostro interlocutore con altre parti del corpo.

Ad esempio, è possibile riprodurre il ritmo del discorso dell’interlocutore con cenni del capo o della mimica facciale, o con i movimenti di una mano. 

Ci sono tanti modi di farlo, quanto la nostra esperienza sensoriale ci permette. Si tratta di una tecnica molto potente, in quanto stabilisce un’affinità conscia e, ancora più importante, inconscia. 

Il rispecchiamento messo in atto volontariamente provoca uno stato interiore di attenzione per l’interlocutore, e favorisce le condizioni per cui il rispecchiamento possa proseguire naturalmente, senza più l’intervento dell’attenzione e dell’intenzione cosciente.

Il rispecchiamento all’interno di un gruppo

Una recente, innovativa ricerca (Brain-to-Brain Synchrony) ha  studiato e verificato il rispecchiamento che si instaura all’interno di gruppi di persone, che dimostra che il cervello umano si è evoluto per vivere in gruppo.

Secondo gli autori, la sincronia cerebrale ha come obiettivo principale la sincronizzazione del comportamento durante l’interazione sociale umana, che è utile quando le persone intrattengono una buona conversazione, quando camminano per strada, o ballano insieme.

La ricerca ha evidenziato che un fattore cruciale per l’attivazione del cervello è l’interazione sociale, anche se le persone stanno solo ascoltando la stessa lezione o guardando lo stesso filmato. Secondo la ricerca, “attivatore” della sincronizzazione non è la co-presenza passiva, ma l’impegno e l’attenzione comuni.

La sincronizzazione cerebrale influenzava anche l’interazione sociale faccia a faccia, e rifletteva quanto l’insegnante e gli altri studenti piacessero al soggetto analizzato: riteniamo che tutti questi effetti possano essere spiegati ipotizzando che nelle attività studiate, che implicavano interazioni dinamiche di gruppo, entrino in gioco i meccanismi di attenzione condivisa.

Quando un gruppo di persone persone sono in relazione tra loro, o sono impegnate in un compito comune, per esempio assistere a un lezione in classe, le loro onde cerebrali mostrano schemi tra loro molto simili. Ecco perché la metafora iniziale “siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda”  è meno metaforica di quello che sembra.

Da leggere:
Convinzioni: come governano la nostra vita

Maria & Fabrizio

 

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