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Obiettivi: superare gli ostacoli con le “intenzioni di implementazione”

superare un ostacolo

Perseguire un obiettivo che ci siamo posti non è così facile come dirlo.

Quando formuliamo un obiettivo ci stiamo dando istruzioni per eseguire determinati comportamenti, allo scopo di raggiungere il risultato desiderato.

Il problema è che la maggior parte delle persone non riesce a seguire queste istruzioni, e le buone intenzioni rimangono sulla carta. A volte succede che:

Queste situazioni conflittuali, piuttosto comuni, sono state studiate  dallo psicologo Peter Gollwitzer, che ha ideato, per superarle, il modello di “Implementation Intention” molto efficace e molto pratico. Si tratta di un piano di “se allora”: se si verifica la situazione X, allora io devo fare Y al fine di raggiungere l’obiettivo Z.



Il Modello di “Implementation Intention”


Questi piani funzionano bene perché parlano la lingua del cervello: il linguaggio degli imprevisti. Siamo tutti molto bravi a codificare le informazioni in “Se X, alloraY”, e usiamo spesso questo tipo di pianificazione inconsapevolmente.


Decidere esattamente quando, come e dove ci dovremo comportare in un certo modo crea un link nel cervello tra la situazione (SE) e il comportamento che dovrebbe seguire (ALLORA).

Secondo Gollwitzer, i motivi per cui le persone non iniziano a perseguire un obiettivo sono:

I motivi per cui gli obiettivi vengono accantonati dopo aver iniziato a perseguirli sono:

 

Come impostare le dichiarazione di intenzione

 

Quando si formula un obiettivo bisogna specificare con esattezza cosa si desidera ottenere. Nel formulare le dichiarazione di intenzione ci sono due aspetti differenti che è necessario specificare:

In pratica, dobbiamo dichiarare a noi stessi dove, quando e come faremo ciò che ci proponiamo di fare.

In primo luogo, se l’obiettivo fosse scrivere un libro, le dichiarazione di intenzione dovrebbero specificare il comportamento che si intende mettere in atto, e il contesto situazionale (non appena suona la sveglia alle 7,00, andrò in bagno, farò colazione e mi siederò alla scrivania per scrivere per un’ora).

Si tratta di darsi obiettivi e dichiarazione di intenzione specifiche, collegando una situazione data e un comportamento prestabilito: se succede X, allora io farò Y.

Qualche esempio?

In secondo luogo, occorre occuparsi degli ostacoli che potrebbero interferire e spingerci ad accantonare il nostro obiettivo. Una volta identificati questi ostacoli, si crea un se-allora specifico per ciascuno di essi.

Supponiamo che il nostro obiettivo sia perdere peso, ma che in passato l’abbiamo lasciato perdere in queste tre situazioni:

  • Nel pomeriggio al lavoro mi sento assonato, per cui di solito vado al distributore automatico e prendo una barretta di cioccolato
  • Quando mi sento stressato ho la tendenza a mangiare troppo
  • Hanno solo cibi grassi nella mensa aziendale

Al fine di proteggere i vostri obiettivi da questi ostacoli, è necessario creare dichiarazione di intenzione if-then specifici:

  • Se mi sento assonato nel pomeriggio, berrò un bicchiere d’acqua e mangerò una manciata di mandorle
  • Se mi sento stressato,  farò dieci minuti di meditazione
  • Se è ora di pranzo, andrò a piedi verso il bar e prenderò un’insalata

Assicurarsi che le intenzioni di implementazione siano specifici. Evitare le intenzioni di implementazione vaghi come i seguenti:

  • Se ho voglia di fumare, allora mi distrarrò facendo qualcos’altro (specificare come distrarsi)
  • Se è mattina, lavorerò al mio romanzo (specificare l’ora e giorno)

Efficacia delle intenzioni di implementazione

 
Utilizzando ciò che abbiamo imparato dalla PNL, l’efficacia aumenta facendo una rappresentazione sensorialmente basata del se-allora: ovvero, costruire la scena nella propria mente aggiungendo l’aspetto visivo (l’immagine della scena, di ciò che accadrà), l’aspetto auditivo (rumori e voci presenti, anche dialogo interno) e le sensazioni che proveremo.
 

Utilizzando le dichiarazione di intenzione il nostro cervello si focalizza e si attiva più facilmente, e con minore fatica cognitiva, quando sa già da prima come reagire a una specifica situazione. Una volta che la parte “se” del tuo piano accade, la parte “allora” segue automaticamente: non è necessario controllare coscientemente il comportamento.

Questo modello risulta particolarmente efficace quando sorgono conflitti tra parti di noi che richiedono gratificazioni immediate, e parti orientate ad obiettivi a medio e lungo termine;  la Harvard Business Review sostiene che la potenza del se-allora è attestata da oltre 300 studi.

Gli studi di imaging cerebrale hanno mostrato il funzionamento delle intenzioni di implementazione. Una volta che l’intenzione di implementazione si è formata, il controllo del comportamento passa da una regione a un’altra; semplificando, passa dalla regione che presiede la forza di volontà all’area correlata ai comportamenti indotti dall’ambiente.

In uno dei primi studi su questa materia, Gollwitzer e colleghi esaminarono alcuni studenti che, durante le vacanze natalizie, si erano proposti di dire “Ti voglio bene” al loro padre.

  • Ad alcuni fu suggerito di impegnarsi molto e convintamente nel raggiungimento dell’obiettivo “Si, dirò a mio padre che gli voglio bene!”,
  • mentre ad un altro gruppo fu suggerito di pianificare in modo concreto dove, quando e come passare all’azione (per esempio: “Quando mio padre verrà a prendermi alla stazione, al momento di salire in macchina gli dirò che gli voglio bene”.

Da quei primi studi emerse che gli studenti che avevano fatto una pianificazione precisa e concreta erano riusciti a realizzare i loro propositi molto più degli altri.

Utilizzando le dichiarazione di intenzione possiamo avere un maggiore controllo sui nostri obiettivi. E, se sappiamo come attivare questo controllo e siamo fiduciosi di essere capaci di usarlo, possiamo decidere di usarlo ogni volta che serve.

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