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Molte persone iniziano un percorso di PNL o, più genericamente, di Crescita Personale, e iniziano a lavorare su se stesse con entusiasmo, incoraggiate anche dai risultati conseguiti. Ma proprio l’aver conseguito questi risultati li porta a ritenere di non avere più bisogno di impegnarsi.

Quindi dopo non molto tempo, pur continuando, magari, a frequentare il percorso,  smettono di lavorare su se stessi.

Molti di noi hanno fatto l’esperienza di cominciare qualcosa – un corso in palestra, di lingua straniera, di yoga, online, di piano, eccetera – solo per scoprire, dopo l’iniziale entusiasmo, che abbiamo perso velocemente interesse e vogliamo mollare tutto. In realtà vogliamo cambiare qualcosa – di solito desideriamo liberarci di sensazioni sgradite e ricorrenti – e l’eccitante nuova avventura, almeno all’inizio, ci aiuta in tal senso. Ci fornisce una scossa – «Ecco com’è la vita!» – ma poi quando la nuova attività diventa difficile, noiosa, ci prende troppo tempo o si rivela un grattacapo la realtà torna a farsi sentire con prepotenza.

Nel lavoro su noi stessi, lo stesso schema – l’entusiasmo iniziale seguito da un crollo di interesse e motivazione – può essere evidente in modo particolare. L’irrealistica aspettativa di ottenere costanti progressi può impedirci di raggiungere l’obiettivo. Cerchiamo di continuo il modo più veloce per ottenere ciò che vogliamo.

Nel suo best-seller Mastery: The Keys to Success and Long-term Fulfilment, George Leonard, il famoso autore e educatore americano, descrive come imparare a saper fare qualcosa di difficile funziona realmente e vale lo sforzo.

Quando impariamo qualcosa, l’iniziale spinta da «zero» – nessuna conoscenza o abilità – a «sapere qualcosa» può essere rapida ed emozionante. Se stiamo imparando a suonare uno strumento musicale, per esempio, essere capaci di mettere insieme poche note può darci eccitazione e la sensazione che qualunque cosa sia possibile. Il processo di apprendimento diventa più problematico se ci aspettiamo che questa traiettoria verso l’alto continui alla stessa velocità.

Curva immaginaria

Mentre continuiamo a studiare l’eccitazione diminuisce subito e capiamo come sarà veramente il viaggio che abbiamo intrapreso. Il divertimento iniziale, la passione per l’apprendimento e il senso di novità iniziano a sparire e realizziamo che le cose non saranno facili.

Leonard crede che padroneggiare qualsiasi nuova abilità preveda brevi e netti balzi in avanti, ognuno dei quali viene seguito da una leggera caduta e poi da un periodo più o meno lungo di stabilità. Il vero progresso, dice, è graduale. Può sembrare lento, difficile e noioso, a volte. Sì, ci sono momenti in cui il progresso è tangibile, ma il più delle volte siamo in modalità allenamento, la maggior parte del tempo si passa su una linea piatta, quella del lavoro noioso, ripetitivo e qualche volta insoddisfacente, fino a quando non arriviamo al picco successivo, dopo il quale il nostro avanzamento registrerà nuovamente una battuta d’arresto.

Questo accade perché molte persone si avvicinano ad un percorso di Crescita Personale con il desiderio di trovare un qualcosa di magico che renderà la loro vita facile e priva di sforzi, anche perché la nostra cultura ha una visione ingannevole di ciò che significa essere umani. Gli uomini non sono prodotti completi e finiti in se stessi, ma sempre un work in progress.

Questo non è che un esempio della mentalità sottostante, di tipo “consumistico”, che ci suggerisce che c’è qualcosa che dobbiamo assolutamente avere. Se seguiamo questi suggerimenti, acquistiamo un oggetto dopo l’altro, ma non ne apprezziamo veramente nessuno: non appena lo possediamo, l’attenzione va al prossimo acquisto.

Questo atteggiamento non caratterizza solo lo shopping, ma pervade tutte le nostre attività: consumiamo esperienze di vita come consumiamo un paio di jeans. Un certo amico, una certa musica, un certo computer, una certa idea sono di valore finché sono una novità: dopo di che ce ne liberiamo per passare ad altro.

Alcuni iscritti ai corsi PNL particolarmente entusiasti leggono una grande quantità di libri sulla PNL in tempi molto ridotti. Ma, a parte il fatto che la maggioranza dei libri sulla PNL in circolazione sono pessimi, con poche eccezioni, tutto questo assomiglia ad un pasto consumato troppo in fretta, che non viene digerito.

Quindi, dopo un periodo iniziale nel quale si sono veramente messi in discussione, ottenuti i primi risultati si accomodano nella loro zona di confort.

Tal Ben-Shahar, nel suo libro Più felice. Come imparare a essere felici nella vita di ogni giorno riporta questo diagramma, in cui distingue quattro stili di vita a seconda che si prediligano benefici presenti o futuri.

DANNI E BENEFICI
 

Consiglia inoltre di dedicarsi, per quattro giorni consecutivi, a mettere per iscritto le proprie esperienze, negative e positive, collocandole nei quattro quadranti.

  • Descrivete periodi in cui eravate carrieristi, edonisti e nichilisti.
  • Il quarto giorno descrivete un periodo felice della vostra vita.
  • Non scrivete su più di un quadrante al giorno.

Diversi studi mostrano che scrivere di esperienze positive e negative migliora i nostri livelli di benessere fisico e mentale.

Impegnarsi qui e ora richiede un senso di urgenza. Proviamo questo senso di urgenza (di per sé, non molto piacevole) quando rischiamo di perdere qualcosa: una relazione, un lavoro, la salute. In questi casi ci diamo veramente da fare per le cose a cui teniamo, e non ci facciamo distrarre da gratificazioni a breve termine.

Motivazione e Perseveranza
 
 

Per riuscire a resistere alle distrazioni superficiali e rimanere focalizzati sui propri obiettivi è quindi importante considerare il lavoro su se stessi con un senso di urgenza, rimanendo sempre consapevoli della posta in gioco. Questo è l’obiettivo della tecnica che segue:

  • immagina te stesso tra 10 anni.  Descrivi il tuo io futuro.
  • ora chiedi al tuo io futuro cosa vuole da te adesso (ricorda che il tuo io futuro può chiedere qualcosa solo a te). Ascolta bene la risposta e prendine nota:
Il mio futuro vuole che io

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Ora creerai due immagini del tuo futuro:

  • la prima immagine rappresenta te stesso fra 10 anni, con le situazioni e le esperienze che desideri effettivamente. Descrivi  ciò che ti circonda, dove ti trovi, le persone con cui sei, cosa fai e come ti senti;
  • la seconda fra 10 anni, con le situazioni e le esperienze che non desideri avere, un’immagine di te che non ti piace e che ti fa un po’ paura. Descrivi ciò che ti circonda, dove ti trovi, le persone con cui sei, cosa fai e come ti senti;

Fai un elenco di quei comportamenti che renderanno il tuo futuro desiderato una realtà vera:
10 cose che val la pena di fare:
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Fai ora un elenco di quei comportamenti che potrebbero invece portarti al futuro che non desideri:
10 cose che val la pena di evitare:
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Ora sai quali comportamenti ti porteranno a quali futuri. Ogni qualvolta metterai in atto un comportamento che ti porta verso il futuro desiderato, sentiti e vediti avvicinarti ad esso. E se dovessi mettere in atto comportamenti che ti conducono verso il futuro non desiderato, sentiti e vediti avvicinarti a quel futuro non desiderato.

Sotto sotto, un po’ tutti abbiamo la paura di stare sciupando la nostra vita, che riusciamo a fronteggiare grazie ad una quantità di distrazioni. Questa tecnica trasforma la paura in urgenza di agire. Il nostro futuro è costantemente a rischio: le relazioni, il lavoro, la crescita personale richiedono un impegno costante.

Da leggere:

Maria Soldati e Fabrizio Pieroni
 

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